Eucarestia ed amore

13 Nov 2009 | Riflessioni

EUCARESTIA ED AMORE

Per comprendere appieno l’amore di Dio dobbiamo rivivere quanto è accaduto il giovedì santo, il venerdì  ed il sabato santo.  Questi sono tre momenti fondamentali.

Il giovedì santo è importante per la istituzione della eucarestia, finisce il vecchio testamento e comincia quello nuovo.

Gesù dice :”questo è il mio corpo, questo è il mio sangue…fate questo in memoria di me” . Ci lascia il suo corpo ed il suo sangue !

Questa è la cosa grande da meditare. 

Ogni volta che viene celebrata la santa messa non vi è un semplice ricordare quanto accadde sul calvario ma vi è un rivivere in modo incruento quanto accadde in maniera cruenta il venerdì santo sulla croce, laddove  si consuma tutta l’agonia e la sofferenza di Dio.

Come i santi bisogna immedesimarsi!

 Quanto ha sofferto Cristo?

Quando riuscirai a capire quanto lui ha sofferto per me, per te , allora capirai l’amore.

Se si comprende tutto questo, quando arriva il giorno del sabato, il giorno della resurrezione , allora risorgi anche tu, perché sei passato/a attraverso la meditazione di quanto Gesù ha sofferto per te, ed è impossibile non essere coinvolti e liberati dalla stessa resurrezione di Cristo.

Guardando l’amore di Dio possiamo meditare e confrontare il nostro modo di amare che è sempre egoistico, che vuole sempre una contropartita , vuole una gratificazione, vuole un  riconoscimento.

Se l’altra persona non mi corrisponde, se non mi accetta , se mi rifiuta io non lo amo. Invece, io debbo vedere quanto Cristo mi ha amato!

 

Questo porta a meditare la istituzione dell’Eucarestia che avviene in un momento particolarissimo : tra il tradimento di Giuda e il rinnegamento di Pietro.

Leggiamo Mt 14,17-30

Riuscire a capire che Gesù ha donato il sangue!

Dare il sangue significa dare tutto.

 

Riflettendoci sopra ho pensato che forse era più facile per Gesù, e per chiunque, mentre era sulla croce, dire : “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”, piuttosto che istituire l’Eucarestia.

E’ più difficile istituire l’Eucarestia perché quando tu sei in croce, non c’è più niente da fare, ormai sei lì, e puoi anche  dire “padre perdona loro, perché questi sono tutti scalmanati che non hanno capito niente!”; invece, sapere in anticipo che quello che intinge con te nel piatto fra un po’ ti va a vendere per quattro soldi e PIETRO che tu hai scelto come capo della Chiesa, è lì , lì che rinnegherà di conoscerti…!

A Pietro Gesù aveva detto: ” Tu sei Cefa e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”, si è fidato proprio di lui, pur  sapendo che lo avrebbe rinnegato.

In questo contesto si nota in maniera eclatante l’amore di Dio, la sua fedeltà.

Egli resta fedele nonostante i tradimenti.

” Nonostante tu mi rinneghi, nonostante tu mi rifiuti, nonostante io so che fra un po’ andrò in croce per te, io ti offro la mia vita, ma non adesso soltanto che salgo sulla croce, te la offro per sempre, tutti i giorni”.

 Infatti, la cosa importante non è solo che è salito sulla croce , la cosa più importante è che ha istituito l’eucarestia, cioè ci ha lasciato il suo corpo, il suo sangue, ed ha deciso di rimanere con noi tutti i giorni pur sapendo fin dall’inizio quello a cui sarebbe andato incontro: che non era solo il tradimento di allora ed il rinnegamento di allora, ma tutti i tradimenti e rinnegamenti di tutti i secoli, tutti gli oltraggi, le profanazioni, i sacrilegi, i furti eucaristici, l’ essere trattato male anche dai sacerdoti.

 Lui sapeva già tutto quello a cui sarebbe andato incontro, ciononostante il suo amore è stato talmente grande da superare ogni cosa.

 Questo capita quando tu ami talmente tanto una persona da pensare: “questa persona potrà anche distruggermi tanto io la continuerò ad amare”.

Non è una cosa facile…continuare ad amare nonostante tutto, nonostante sapesse in anticipo che sarebbe stato tradito.

  Allora se in questi giorni meditiamo quello che Dio ha veramente fatto per noi, quello che ha sofferto.

Possiamo avere la gioia, la liberazione, la guarigione contemplando il suo amore sulla croce perché Egli ha detto: “Per le mie piaghe siete stati guariti”.

 Chi glielo ha fatto fare a salire su quella croce? Solo l’amore per me, per te.

Bisogna chiedere questa  grazia : “fammi sentire Signore questo amore affinchè possa fare questa esperienza “.

Se non si fa questa esperienza dell’amore di Dio in concreto, in  maniera tangibile, non si può diventare evangelizzatori, perché al primo ostacolo che si incontra sul cammino  uno si disperde.

Se invece si è fatta l’esperienza dell’amore di Cristo, anche solo per un attimo, la tua vita viene segnata. Allora sì che si resta fedeli al Signore!

Ricordo che agli inizi della mia conversione durante una meditazione guidata da un sacerdote , sentii dentro di me “Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo…………………….”, ad una velocità supersonica, unitamente ad una sensazione di calore su tutta la testa e lacrime irrefrenabili che grondavano dai miei occhi senza che io li riuscissi a trattenere, ed erano lacrime di una dolcezza infinita.

Per me quella è stata una delle esperienze dell’amore di Dio.

Senza questa esperienza, non riusciamo a guarire da quelle ferite che abbiamo ricevuto magari anche involontariamente durante il corso della nostra vita.

Tutto parte dalla consapevolezza di quanto è accaduto fra il giovedì e venerdì santo.

Se ci si riesce ad immedesimare in questo contesto, si può anche vivere meglio la santa Pasqua e cominciare a sentire la gioia della resurrezione.

Chiediamo la grazia di riuscire a sentire veramente che Dio ha dato la sua vita per me.

Dio ha dato la vita per me!

Ed allora chi mi può spaventare , chi mi può distruggere, chi mi può separare – diceva S. Paolo – dall’amore di Dio? Niente, né la persecuzione, né la sofferenza.

Niente, mi può separare dall’amore di Dio.

L’importante è fare nostro questo amore di Dio, perché solo questo può darci la spinta, la gioia. Quando non abbiamo la gioia è perché abbiamo ancora delle ferite che l’amore di Dio non è ancora riuscito a guarire a causa della nostra chiusura.

Più entra l’amore di Do, più abbiamo la pace e la gioia interiore.

Allora sì che riusciamo a vivere la Resurrezione.